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A FERRARA, UN QUINDICENNE CHIAMATO CLICK UP
Click-Up è un ragazzino di 15
anni. E' nato il 18 aprile del 1991, e da subito ha dimostrato un carattere forte
e una voglia di muoversi sempre. Nato a Bari, ha iniziato a muoversi per tutta
l'Italia, perché voleva incontrare amici, persone che volevano condividere le
stesse passioni e lo stesso amore per la fotografia. Sin dall'inizio, è stato
diverso rispetto a tutti gli altri: i giochi non facevano per lui, e ha sempre
prediletto i luoghi tranquilli per poter parlare senza avere bisogno di urlare,
per farsi sentire. E i suoi occhi riflettevano una luce particolare, la luce del
futuro: Click Up ha sempre guardato oltre, per trovare le risposte, da condividere
con gli amici che lo venivano a visitare.
Ora, a 15 anni,
è al centro di un passaggio importante: non più bambino, presto adulto. E' pronto
alla grande mutazione: con serietà, ma anche con tanta voglia di andare oltre,
di trovare nuovi percorsi e nuove idee. In questi suoi anni - pochi e tanti, allo
stesso tempo - ha visto tante evoluzioni: dalla fotografia più tradizionale di
studio (suo scenario di nascita), alla presentazione dei primi sistemi digitali
che ha subito amato e raccontato, anche se erano difficili e complessi (ed anche
molto costosi). Via via, il digitale è diventato così importante da diventare
protagonista della sua vita, ma lui non ha mai abbandonato la passione per tutte
le forme di fotografia, per tutti gli strumenti che fanno parte della fotografia
professionale, perché ha capito subito che tutto è importante, che il futuro si
può affrontare solo mantenendo tutta la cultura del passato, altrimenti diventa
sterile e privo di senso. Ha visto gli anni della confusione, quando i fotografi
pensavano di dover diventare fotolitisti o grafici, ed è stato in prima linea
per spiegare loro che il fotografo rimane fotografo, anche se serve imparare nuove
lingue (non solo l'inglese, ma anche - appunto - la lingua del fotolitista, del
grafico, dello stampatore, per imparare a dialogare con loro, per far crescere
la qualità, per evitare errori). Ed ora, giovane adulto, sa bene che si trova
davanti a quello che forse è il principale e difficile ostacolo da superare: un
cambiamento che non è fatto più solo di "strumenti", o di "tecnologia", ma un
cambiamento di tipo più profondo, più intimo. Oggi c'è da ridisegnare il ruolo
ed i confini della professione della fotografia, e per farlo è importante l'incontro,
lo scambio di opinioni, il sentirsi tutti parte di un gruppo, di un mondo un po'
speciale. Se anche voi vi sentite, come Click Up, un ragazzino
quindicenne che sta cercando la strada del proprio futuro, che è nato con la passione
per la fotografia (quella vera, quella che è capace di sprigionare emozioni) e
che oggi si trova un po' spaesato da tutto quello che succede nel mondo dell'immagine,
allora l'occasione è quella di partecipare tutti ai nostri incontri. L'ultima
volta è stato in Fiera a Ferrara, dal 14 al 16 ottobre, erano presenti tutte le
principali aziende del settore fotografico, dagli associati: Aproma, Bogen Imaging
Italia, Canon, Condor Foto, Fowa, FujiFilm Italia, Mafer, Mamiya Trading, Nital,
Rossi & C, (insomma, proprio tutti...) oltre alle riviste di settore e ad un nutrito
elenco di "aziende ospiti" (Amabila/Plaber - Engineering Service - Fit Engineering
- Hewlett Packard Italiana - Inside - Lead srl - Mitsubishi - Piessefoto - Rinowa
- StilAlbum - Tecsys srl - Wacom che aggiungono e completano un quadro di offerta
davvero molto concentrata su prodotti e servizi di valore. Nessun altro momento
espositivo propone una focalizzazione così nitida nei confronti della fotografia
professionale in Italia, ma c'è di più... non è solo nell'esposizione dei prodotti
e delle tecnologie che si trova il valore di questo evento: la voglia di incontro,
di "essere tutti insieme" oggi ha un valore ancora superiore rispetto al passato:
ci sono nuovi mezzi e nuovi metodi di aggregazione (sul web, per esempio, sono
molte le "piazze virtuali"), ma nulla è di impatto come l'aggregazione in un momento
ed in un luogo unico: ci permette di guardarci attorno, di capire quello che sta
succedendo, di prestare attenzione a dettagli che ci sono sfuggiti e, a volte,
anche di prendere con maggiore leggerezza situazioni che ci pesano.
Ci piace la metafora del ragazzino quindicenne per descrivere il Click Up, che
appunto qualche mese fa ha festeggiato questo compleanno. Perché si tratta di
un'età di grandi mutazioni, di passaggio che corrisponde perfettamente al momento
che sta vivendo la fotografia professionale. Quindici anni fa, un gruppo di aziende
ha capito che il mondo professionale non poteva più condividere lo stesso spazio
e le stesse necessità della fotografia "globale", ma che aveva bisogno di parlare
e non di urlare, di riflettere invece che giocare, di trovare delle risposte e
non solo fare festa (anche se non mancano e non devono mancare momenti festosi
anche quando si lavora). A quindici anni si passa da uno stato bambino ad uno
di adulto, e questo passaggio è a volte difficile, persino doloroso: cambia il
corpo, cambia la mente; c'è la tentazione di guardare indietro, di ricercare quella
sicurezza di quando si è fanciulli (felici, ed ignari del mondo che ci circonda),
ma sappiamo tutti che non è possibile, e che non è giusto. Dobbiamo diventare
grandi, affrontando l'apertura di un mondo che diventa sempre più senza confini:
fisici (Italia vuol dire Europa; Europa vuol dire Mondo) e professionali (oggi
l'immagine professionale è fatta di nuovi media, di nuovi utenti, di nuovi business).
Il momento di incontro è quindi il Click-Up. Vi diamo appuntamento al prossimo
autunno per un'edizione ancora più curiosamente allettante. 
Per maggiori informazioni sulle attività dell’Apif e del ClickUp,
potete rivolgervi alla segreteria organizzativa: Mediaspazio S.r.l. - via
M. Melloni, 17 - 20129 Milano tel. 02.718341 - fax 02.714067 - eventi@fotonotiziario.it
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